martedì 7 maggio 2013

Diluvio Soleggiato


Sole, un pò di caldo e il periodo del bouldering sembra terminato...E' il momento di aprire seriamente la stagione falesia e di iniziare a lavorare i progetti duemilatredici...La lista è ''bella crasta'' quest'anno, ma la forma mi permette di portarmi avanti fin da subito.
Primo posto da visitare è Leverogne, falesia storica ma come molte, poco frequentata, forse perché qui vige il famoso ''Grado-leverogne'', o forse perché conta di più sentirsi ''big'', appendendosi al primo spit dei tiri del Cubo, al quale è vietato accedervi se non si è ''sclerati, fricati o ramiti'', così da non rovinare l'atmosfera isterica tipica del luogo.
Bene, anzi molto bene, meglio soli che mal accompagnati...
La falesia poggiata al bordo di una vecchia strada in disuso, si presenta bene alle mie caratteristiche, tiri corti, strapiombanti il giusto e a sentire molta gente, le vie sono buolder con la corda.
Non ci resta che provare, è la volta di Coca Cola Kid, al giro flash parto incazzato come un puma ma nulla da fare, casco giù a metà del ''boulderino''. Al secondo giro mi beffa prima della zappa finale e in fine salirò solamente al 3° giro, bellissimo 7c+/8a (che è anche l'8a più duro della valle), assolutamente da provare.
Il weekend seguente, invece, neanche la valleè si salva, e come tutto il Piemonte, è invasa da un diluvio che non lascia scampo a nessun piccolo pezzo di roccia, tranne che ovviamente il Tetto di Sarre, il progetto a cui volevo dedicarmi era marcio, e ripiego su Hellsmaltifal, vecchio progetto dell'anno scorso, una concatenazione di 3 tiri, che sommati si aggirano intorno al grado di 8b+. Un giro di ricognizione, e al secondo giro della giornata riesco a mettere insieme tutta la sequenza dura, e via fino in catena. Scendo stanco,''ghisato perso'', ma contentissimo e con la ''ralla'' del momento un' oretta dopo salgo anche un 8a+, Sarre 2000.
Ora arriva il ponte del 25 aprile/01 maggio, non mi resta che sperare nel bel tempo, per poter provare i prossimi progetti che ho in mente.


Bside or Die


Luca "Bazooka" Rinaldi

venerdì 26 aprile 2013

BoxOffice


Dopo quasi  un anno di assenza dallo scrivere di qualche performace sul blog torno alla grande, con il primo 8b in falesia... E' difficile spiegare a parole cosa si prova a salire un tiro difficile, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello puramente fisico. Non penso di aver mai scalato un tiro così impegnativo, richiedente una continua concentrazione già solo per la prensione degli appigli o il corretto caricamento dei piedi.

La giornata è iniziata con una sveglia amara: erano finiti i muffins per la colazione... Delirio! Rilancio con una mela e del succo, ma... Non è proprio la stessa cosa.
Preparo lo zaino, butto dentro le nuove Instinct VS, così le provo su roccia... Sono spettacolari, good job SCARPA!
Incontrati i soliti, Sabrina e Andrea, scopro che la cumpa si è allargata. Ci sono anche Vanessa e Luca, due ragazzi easy, molto alla mano e fuori di testa quanto noi... Ottimo!
Tra  la musica, le cazzate, i mille giri per trovare un etilometro (cosa obbligatoria in Francia), partiamo verso Briga, falesia comoda e a me cara: proprio qui avevo salito il mio  primo 8a.
Ore 10.35, con l' imbrago addosso, si parte per il warm up... Caldo! Male alle dita! Non un millimetro di pelle! Dopo tre o quattro tiri però la situazione non sembra così grama... Decidiamo allora di scendere al settore inferiore e provare a tirare un poco di più. Monto Beison d'alles, un bel 7c+ boulderoso per Andrea e Luca... Con la fissa della fotografia butto una corda anche in catena a Box Office: gli scatti dall'alto sono fantastici.


  Tra un resting e l'altro dei due prodi climbers, do un'occhiata anche a questo 8b... incredibile! Ci sono le prese! Decido allora di montarlo e di provarlo seriamente. Dopo tre tentativi cado sul passaggio duro, RABBIA! Intanto Vanessa, alla sua terza uscita in falesia, stampa l'Ape Maya, 6a+, a vista... POWER!
Dopo questa realizzazione parto anche io motivato a spaccare sto tiro. Parto, la conosco ora, posso farla... Un piede due centimetri più su e... mi ritrovo appeso a un metro da terra... RABBIA, RABBIA! Dopo il quinto tentativo, do una pulita alle prese e scopro che c'è un verticale caino che non si era mostrato... Infame!
Scendo, 5 minuti e riparto... Supero il passaggio duro... 

Ora c'è il lancio, non posso sbagliarlo! Lo tengo!


 Vanessa urla, è convinta che posso farcela... Io ricordo quanti tiri ho buttato per questo staccare la testa dopo un passaggio duro... Rimango concentrato, respiro, scrollo...  Vedo la catena... La moschettono.

Cinque minuti di fatica e concentrazione estrema, che si chiudono così, con un click metallico.
Sono a terra, abbraccio Andrea, che ormai è diventato il compagno preferito.. Sabrina mi guarda, scappa un sorriso, un bacio... Arrivano anche Luca e Vanessa, pacche, abbracci...  Forse è proprio questo che chiude una via dura, la felicità condivisa. Che importa stringere, lanciare, caricare un piede in modo perfetto se non hai nessuno con cui condividere la gioia di avercela fatta?
Credo di aver confermato il  pensiero che da un po' mi girava in testa, non conta il tiro, il grado o la lunghezza... Conta lo spirito con cui si sale, la voglia di misurarsi, di essere disposto a perdere... Conta l'avere qualcuno che lotta con te durante il tiro, qualcuno che con un semplice urlo, come Vanessa, o tenendo gli occhi chiusi mentre sono sul passaggio duro, come Sabrina, ti supporta... Ti da l'energia di cui hai bisogno...
Grazie ragazzi!


Ale

giovedì 18 aprile 2013

Sessione esami? No. Sessione ROCCIA.

Già...è andata proprio così: dopo un intero inverno di lezioni dal lunedì al sabato, di allenamenti plasticari e di domeniche piovose/sui libri/poco produttive dopo i vari sabati al TCC, decido di saltare a piè pari la sessione esami di Aprile e di prendermi una sessione...di pura roccia. Basta agli orari improbabili di Palazzo Nuovo, ai suoi duemila appelli concentrati nella bellezza di due settimane, ai miei amici invernali “trave e pan” e al ridicolo tempo da poter dedicare alla roca: alla parola “Fontainebleau” ventilatami dal Grosa a inizio Marzo non ci vedo più e scelgo di cestinare i pochi giorni di vacanza sfruttabili per lo studio per occuparli in modo più “proficuo”.
Nemmeno il “pacco regalo all'ultimo minuto” di pilota e copilota della macchinata in cui ero compresa mi convincono a ripensarci. E così nonostante le previsioni meteo poco promettenti, i miei 4 punti sulla patente e una Suzuki Swift piantata ai 120 km/h in autostrada, dopo 7 ore arrivo insieme al romanaccio Lore al Formula 1 di Nemours. Il super team del BoulderBar è già arrivato, mancano solo i valsusini. Ma a giudicare dall'orario in cui il giorno seguente si presenteranno in forêt, dovevano averci battuti alla grande in quanto a ritardo!

Che dire...sono stati giorni belli, pieni, sorridenti, sfiancanti. D'altronde come avrebbe potuto essere diversamente con una compagnia con la C maiuscola come quella in cui mi sono ritrovata e un posto magico come Font? Quanto a realizzazioni, come immaginavo, tra piatti e ribalte non ho combinato granché. Ma c'erano troppi blocchi, troppe linee, troppa bella roccia per concentrarsi su qualcosa di più duro e impegnativo. E così, saltellando da un masso all'altro, tra Bas Cuvier, Cuisinière, Franchard Isatis, Cuvier Rampart e L'Éléphant, mi porto a casa giusto qualche 6c, tra cui anche lo stupendo Septième Ciel a Cuvier Rampart su cui la spunto flash. Sarà una nullità agli occhi di molti, ma che soddisfazione! Per non parlare della Marie Rose: solo dopo essersi fatta corteggiare a dovere, finalmente mi concederà l'onore di salirla. Che gioia in cima ad una linea tanto storica, per quanto facile che sia. Complimenti invece a Edo che con la vacanza si mette in saccoccia ben altro: Fourmis Rouges, 7c. 
Purtroppo tra tante risate, tanta sana fatica e addirittura una rapida puntata notturna nella splendida Parigi, i nostri cinque giorni volano via.   Con polpastrelli in fiamme e una bella infiammazione al bicipite destro si rimpatria.

E proprio poco dopo il rientro in patria, la mia patria (gli obbrobriosi tettacci scavati dell'alta valle), mi tolgo uno sfizio che da tempo era nella lista dei “compiti a casa”: Cavalcando l'airone, 8a nello strapiombazzo sotto il ponte di Villeneuve, più un ricovero tossici che una falesia! Ci avevo già messo le mani l'anno scorso e quello ancora prima, ma con una sola giornata di tentativi all'anno non l'avevo mai spuntata. Questa volta invece, dopo un giro di ricognizione, lo stampo. Tutto merito della bella giornata di colla e della motivazione nel poter finalmente scalare di nuovo col fratellone (con cui non scalavo dall'autunno!) che non della forma fisica (il bicipite si lamentava ancora e un polpastrello sputava sangue che era un piacere). Così parto, senza grandi aspettative. Mi attende subito un bel boulder iniziale che da copione prevede un dinamico ad una zappa difficile da inzicchiare, ma che “sgamo” con un bel tallonaggio e un intermedio-merda che mi permettono di raggiungere il presone senza perdere i piedi. Sbacchetto all'ultimo incrocio del duro, ma stringo i denti, non mollo e raggiungo un buon riposo. La parte centrale non è assolutamente difficile, ma ghisa quanto basta per arrivare alla sezione finale poco lucidi, specie se dopo il primo giro non ti ricordi assolutamente niente come la polla della sottoscritta. Ma improvvisando un poco elegante incastro di schiena riesco ad agganciare lo zappone finale. Ribalta, si tira il fiato, e clac!
E io lo stesso giorno avrei dovuto dar museologia?! Naaaaa :)

mercoledì 13 marzo 2013

FAITH!

Hola! :) 

 No vabbè è finito il tempo della Spagna, però è iniziato quello della scalata dietro casa! 

Nonostante lo sfondamento dovuto all'allenamento di "volume" di questo periodo che sembra interminabile, la scorsa domenica sono riuscita a fare una scappatina in falesia (10-03-13, giorno seguente al TCC di Boves).
Comunque sia, decidiamo con un paio di amici ( Branca,Marci,Lorenzo e Fabry)di andare nella bella e soleggiata falesia delle Biellesi a Donnas nella quale ero già stata la domenica prima ma non avevo realizzato molto a parte un 7c(black angel) già provato l'anno passato e finalmente chiuso in retro-flash XD.... (sapete tutti che significa vero?)
La mattina, appena prima di partire ,mi faccio prendere dallo sconforto per la stanchezza che incombe su di me dopo una settimana molto devastante e la nebbia che sembra volersi mangiare Torino senza permettere alla gente di svegliarsi e dire : " Che bella giornata! Quasi quasi vado a scalare a...".
 Invece no! 
Il mio primo pensiero è stato:" mi sa che oggi si va al braccini da Nico a fargli compagnia!".. Alla fine grazie al nostro caro Branca siamo riusciti a partire, fiduciosi nelle sue parole... ovvero che a Donnas ci sarebbe stato il SOLE! 
Quindi arriviamo e siamo subito accolti da un amato calore affiancato da un'arietta fresca che aiuta molto l'aderenza e ci permette di trascorrere una piacevole mattinata all'insegna dei tiri di riscaldamento...faccio quindi 4 tiri di scaldo per non rischiare che il dito mi faccia male dopo nel tirare cose più piccole e poi via! Mi lancio in un tentativo a vista sul 7b+ più scavato delle Biellesi: NON SONO UN FACHIRO! 
Riesco a fare un buon tentativo a vista e a portarmelo a casa nonostante la fatica nel primo passaggio di boulder in partenza...A proposito ancora un grazie a Marci che mi ha montato i rinvii se no altro che a vista.... 
Quindi  alla fine decido di provare l'8a-> Faith! Sempre osservato dal basso, mai avuto tempo e coraggio di provarlo... Finalmente parto guidata da alcuni bravi scalatori che lo stavano provando e faccio un giro fino in catena provando i movimenti che mi sembrano subito molto congeniali... tacchine, svasine...tutto molto small come piace a me... Ed ecco che dopo aver riposato i miei bei 40 minuti parto per il 2 tentativo! 
Non so cosa mi sia entrato in circolo nel sangue mentre salivo ma sentivo di non averne mai abbastanza e nonostante la stanchezza nelle braccia riuscivo a non pensarci e a fare ogni singolo movimento come me l'ero studiato nel tentativo precedente...e voilà! Catena moschettata! Qualche ringraziamento qua e là per avermi sostenuto con un grande tifo anche quando mi ero data per spacciata negli ultimi movimenti appena prima della catena per la troppa ghisa in circolo... e così riesco a portarmi a casa il primo 8a al secondo tentativo(tutti gli altri li ho lavorati un pochino di + infatti) e una bellissima giornata trascorsa con gli amici e all'insegna del piacere nell'arrampicata in falesia! 
Grazie a tutti! 
A presto, Fede...

(Gli scatti sono stati  fatti dal nostro fotografo Andrea Branca che molto coraggiosamente a fine giornata si è inerpicato su "non sono un fachiro"per fotografarmi meglio! Grazie Andre! E grazie anche ad Andrea Malacco che ci ha prestato la sua macchina foto! )

UNA DURA BATTAGLIA....



Sento che pian piano, il ''caldo'' sta arrivando, ed è il momento di chiudere i conti con Serre Moi Fort, l'8A più difficile e infingardo che abbia mai provato.
Due metodi per salirlo, quello originale che possiamo riassumere con tre parole: ''veneziana che sbatte'' e quello da lunghi detto anche ''muovi i piedi e rilancia''. A questo punto chi mi conosce sarà portato a pensare: Avrà sicuramente rilanciato!!....Ebbene no, i mille spostamenti di piedi e i 200 rilanci da fare, non mi riuscivano mai, e allora non mi resta che tenere questa bandiera, cacciare sta mega spallata e criccare quel maledetto verticale, che la settimana prima mi aveva beffato proprio lì, dove non dovevo sbagliare.
Ed oggi finalmente al 4° giro della giornata, riesco a salirlo. Be non male son solo le 10.00....ma il caldo si fa sentire e molti blocchi sono impraticabibili...
Decido di provare qualche blocco nuovo, ed infatti salgo al secondo giro  Brechstange 7c, un pò facile per mio conto...ma molto divertente.
Nel pomeriggio è il momento di spostarmi a settore Paese dove voglio provare un' altro bel legno, Souvenir 8a/8a+, blocco orribile, ma ormai è una questione personale....ed anche oggi non sa da fare, e mi respinge all'ultimo singolo....Mi ancontenterò di salire, poco più tardi, blochx addiction 8a, in circa 20 min....bell' aggancio di punta...Yeah!!....

Un' altra bella giornata e molto redditizia.....


Bside or Die

Nelle volte successive in quel di Chironico, salirò altri tre 7C, di cui uno al secondo e uno al terzo giro....

Luca "Bazooka" Rinaldi


ICARO



E' fine Gennaio, prima garetta del TTC, e a metà tempo utile sento un TRAK-TRIK-TROK-STRAKETITRAK-STOK e un dolore mi sale su per la coscia sinistra. Bene, molto bene, contrattura alla ''chiappa'' e uno stiramento al bicipite femorale sinistro, condito con un infiammazione ai vari tendini collegati. Da quel momento, la filosofia "tallonare è da froci!" diventa la mia unica linea guida....Ma ovviamente, non essendo ''The red man'',queste linea di pensiero mi costringe a non provare il 60% dei movimenti ed anche per motivi di lavoro il TCC (per me) è già finito.

L'unico modo per trovare motivazione è cambiare i miei obbiettivi, spostando la mia attenzione su roccia, e principalmente al Ticino, ma questo ''fucking meteo'' non mi permettono di salire in Svizzera, tutte le volte che vorrei.

In particolare una mattina, organizzo insieme all' amico Kiks, di salire in Ticino ma ovviamente è l'unico giorno in cui sono previsti 30 cm di neve fresca fresca, e mentre sono nel letto con il nervoso a manetta, mi viene in mente che dalle parti di Rivoli, e più precisamente a Villarbasse, si trova un masso, sul quale ''molti anni orsono'', un certo Nardi M.:), aveva aperto una linea, Icaro, primo 8A boulder in Italia. L' idea mi alletta molto e quindi sabato 9, di buon mattino mi alzo presto e parto, qualche difficoltà nel trovare la strada ma finalmente arrivo sotto Icaro, le condizioni erano ottime, e dopo un velocissimo warm up, riesco subito a fare i singoli, su cui l'anno prima faticavo molto e dopo essere caduto quelle 4.000 vote in uscita, alle 10.30 riesco finalmente a prendere quel ''maledetto piatto infame''. Felice, e non troppo stanco, dopo un panino e una birretta, parto allo volta del Cubo di Arnad, dopo qualche 7A per far girare il sangue, salgo, al terzo tentativo, The Jackal 7B+.



Bside or Die
 
Ah dimenticavo, anche con il freddo, la corda non si scorda mai, ed un tiepido pomeriggio, riesco a salire Piatto a Sorpresa (8a/8a+) in Bassa Valle Orco.

 

Luca "Bazooka" Rinaldi


FEBBRAIO...CIELO LIMPIDO E COLLA!!



E' febbraio e il meteo per questa prima parte del mese sembra buono, tanto quanto la mia forma, casualmente due fattori che se combaciano possono dare molte soddisfazioni....
Freak Brothers 8a+
Si parla nuovamente di roccia, di Ticino, di Bouldering, di linee strafighe e di compagni di scalata ancora meglio.
Sveglia presto e tra un ritardatario e l'altro, insieme a Guido e al Bogli, finalmente arriviamo al settore Barriera (Chironico CH), seguiti a ruota da Gabri e dal Simo Raina, dopo un lungo warm-up, ci spostiamo sotto un masso che avevo guardato sempre e solo da distante, sembra duro, sembra avere un atterraggio su dei massi aguzzi e sembra essere alto...e invece qui, leggermente in traverso si sviluppa una linea che trovo subito congeniale, e al terzo tentativo da sotto salgo Schlonziges Wiener Schmankerl 8a (accovacciato), e incoraggiato dal Simo e dagl'altri, dopo non molto, salgo anche la ''Sit Start'' di 8a+, un pò facile per le mie leve lunghe ma a mio parere molto divertente.
E' il momento di spostarsi, sotto Freak Brothers 8a+, una linea molto bella, movimenti ampi, atletica, due arcuate ed un piattone, il tutto condito con una sana bandiera che al giro flash mi butta giù con il bordo in mano....Farlo flash sarebbe stato un sogno, ma mi accontento di salirlo al 6° giro....
Freak Brothers 8a+
Dopo due 8a+ in giornata sono molto contento, la ''ralla'' mi cala e con le ultime energie e spremendo i pettorali, salgo al 3° giro Tomahawk 7B/7B+ molto fisico, da li a poco e già col buoio il Bogli ''rischia'' di salirlo in giornata, cadendo alla ribalta beffato dall' oscurità.
E' il momento di tornarsene a casa, ma non prima di aver ringraziato gli altri offrendogli una mega birra.

Bside or Die


Luca "Bazooka" Rinaldi